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FIMAA sulla segnalazione dei mutui: sarebbe un errore tornare al passato

19 dicembre 2017

“Con il decreto legislativo 141 del 2010 – ha affermato il Presidente Nazionale FIMAA Santino Taverna - le imprese della mediazione creditizia hanno dovuto assumere una veste nuova ed adottare un modus operandi strutturato verso standard comuni ed uniformi. La riforma ha generato un così radicale cambiamento da portare la stessa FIMAA a rivedere e rimodulare il proprio ruolo di rappresentatività del settore. Oggi – continua Taverna - FIMAAassocia diverse società di mediazione creditizia, che al Tavolo della Consulta recentemente istituita potranno confrontarsi valutando esperienze e prassi operative, per concertare soluzioni propedeutiche all’interesse generale del mercato. La posizione della Federazione sul tema della ‘segnalazione’ è sempre stata chiara sin dall’inizio: può avvenire solo verso i mediatori creditizi e gli agenti in attività finanziaria. Sulla base di questo principio FIMAA è disponibile a valutare e concertare con le istituzioni, altre associazioni del comparto e le società di mediazione creditizia le soluzioni convergenti. La ricerca della condivisione e della partecipazione – conclude il Presidente Taverna - favorisce non solo l’interesse delle imprese associate, ma anche quello dei fruitori del servizio che sono il primo vero patrimonio di ogni imprenditore”.
“Occorre ricreare fiducia e collaborazione nel sistema finanziario e bancario. – Commenta Lara Comi, eurodeputato e Vicepresidente del gruppo di Partito Popolare Europeo. “Per questo la figura del mediatore creditizio appare fondamentale, per rimettere al centro dell’economia le vere esigenze di famiglie ed imprese. Per fare questo – conclude l’Onorevole Comi - occorre anche aprirsi all’Europa, lavorando su partnership anche con i colleghi europei, al fine di consolidare direttive e politiche utili al vostro mondo professionale”.
“Come Oam - ha commentato il Presidente dell’Organismo degli Agenti e dei Mediatori, Antonio Catricalà -sappiamo che ci sono attesa e preoccupazione per il contenuto del regolamento che il Ministero dell’Economia e delle Finanze deve emanare in merito alla cosiddetta segnalazione. È chiaro che per esprimere un giudizio compiuto dovremo necessariamente attendere. Personalmente, però, non credo che il ministero emetterà un provvedimento contrario a quanto previsto dall’impianto generale del decreto legislativo 141/2010”. Il Professor Catricalà si è soffermato anche sul tema dell’abusivismo: “Ormai da tempo l’Oam ha scelto di seguire una linea dura per contrastare il fenomeno dell’esercizio abusivo della professione. Quando l’Organismo individua un abusivo si costituisce parte civile, perché operare in violazione della legge rappresenta un danno alla nostra immagine, agli altri operatori e ai consumatori. Su questo punto siamo tutti chiamati a uno sforzo aggiuntivo: gli abusivi – ha concluso Catricalà - vanno sempre e prontamente denunciati, in modo che la legge li possa perseguire”.
“Come Associazione bancaria italiana – ha commentato il referente ufficio crediti dell’ABI, Angelo Peppetti - ci teniamo a sottolineare che quello della segnalazione è un tema che richiede una regolamentazione particolarmente accurata. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze deve intervenire per disciplinarla, fissando dei precisi paletti e individuando criteri per distinguere la segnalazione da altre attività e individuare i soggetti abilitati a porla in essere. Si dovrà anche tener conto delle normative europee. A nostro avviso è anche necessario un intervento relativo al compenso percepito dal segnalatore. Su questi punti auspichiamo una riflessione in seno all’Oam da parte di tutte le sue associate”.
“La segnalazione – ha commentato il Consulente Legale Nazionale FIMAA, Daniele Mammani - deve essere ritenuta un’attività ricompresa nell’ambito di quella riservata per legge unicamente ai soggetti iscritti nell’elenco tenuto dall’Oam”. Pertanto, ha continuato l’esperto, nel regolamento del Mef la segnalazione “dovrà essere declinata non come la possibilità per chiunque di segnalare direttamente a un istituto di credito il nominativo di una persona interessata a un finanziamento, come avveniva prima della riforma del comparto ad opera del decreto legislativo 141 del 2010, ma come la possibilità di segnalare a un mediatore creditizio o a un agente in attività finanziaria la persona interessata ad ottenere un prestito. Sarà poi il mediatore creditizio o agente in attività finanziaria a presentare tale soggetto all’istituto finanziatore”.

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